Un urto nei pressi del comune sulla gamba

Urto totalmente anelastico sulla rotaia a cuscino d'aria

Osteocondrosi del mondo

Il naufragio ha causato 32 morti tra i passeggeri e l'equipaggio e, nel successivo processo, il comandante Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione; è stato anche il naufragio che ha interessato la nave passeggeri di maggior tonnellaggio nella storia [6]. La crociera prevedeva che la nave, dopo la partenza da Savonafacesse scalo nei porti di MarsigliaBarcellonaPalma di MaiorcaCagliariPalermo e Civitavecchiaper poi far ritorno a Savona [7] [8].

Nei pressi dell'isola, essendo in rotta di collisione, la nave avrebbe dovuto dirigere verso nord per riprendere la normale navigazione parallela alla costa. L'acqua riversatasi all'interno della falla — lunga 72 metri, tra le ordinate 44 e compartimenti da 4 a 8ed alta 7,3 metri — aperta dall'urto sul lato di sinistra dello scafo, ha subito posto fuori uso i motori elettrici principali e i generatori a gasolio, causando un black out pochi secondi dopo l'impatto e privando la nave della propulsione [9].

L'allagamento ha interessato anche il compartimento 8, il cui allagamento è tuttavia stato più lento, essendo coinvolto soltanto da una lacerazione del fasciame di minori dimensioni [9]. La nave era stata progettata per mantenere la galleggiabilità con due compartimenti contigui allagati [9].

A causa dell'estensione del danno, la rapidità dell'allagamento dei compartimenti dal 4 al 7 è stata tale da impedire ogni misura di controllo o esaurimento [9]. Subito dopo l'impatto, mentre in plancia scattavano numerosi allarmi per le diverse avarie insorte, è stata ordinata la chiusura delle porte stagne di poppa, che erano tuttavia già tutte chiuse tranne due situate in un locale lavanderia del ponte B, a prora, non coinvolto nell'allagamentochiuse anch'esse nel giro di due minuti [9].

Il surriscaldamento del generatore Diesel d'emergenza ha causato anche il suo spegnimento, impedendo anche l'uso di pompe e timoni e, sembra, delle porte degli ascensori, rendendo la nave completamente e definitivamente ingovernabile [9]. Nel giro di cinque minuti tutti gli ufficiali non in servizio, allertati dall'urto e dallo sbandamento, hanno raggiunto i propri posti di servizio; alle il direttore di macchina Giuseppe Pilon ha riferito in plancia, su domanda di Schettino, che la nave stava imbarcando una notevole quantità d'acqua; alle Pilon ha riferito che il quadro elettrico principale era allagato, alle i comandanti in seconda Roberto Bosio e Dimitrios Christidis quest'ultimo non ancora in carica hanno riportato che l'acqua era giunta al ponte 0, le pompe non erano funzionanti e i locali dei generatori Diesel 1, 2 e 3 allagati [9].

Contemporaneamente, alleSchettino ha contattato telefonicamente il capo dell'unità di crisi della flotta di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, riferendo brevemente l'accaduto e la situazione [9]. Alle 22 il primo ufficiale Giovanni Iaccarino, inviato insieme con Christidis a controllare i locali, ha riferito che i locali PEM motori elettrici principali e DG generatori diesel 1, 2 e 3 erano allagati [9].

Alle Costa Concordia un urto nei pressi del comune sulla gamba stata contattata dalla Capitaneria di porto di Civitavecchia, cui Schettino ha fatto rispondere dapprima chiedendo l'invio di un rimorchiatore e poi dicendo che era in corso un blackout e la valutazione sul da farsi, e alle da Circomare Porto Santo Stefanoche ha anch'essa avuto come risposta che era in corso un blackout [9]. Alle il direttore di macchina Pilon ha riferito che anche i locali DG 4, 5 e 6 erano allagati [9].

Alle è avvenuto un altro contatto tra Ferrarini e Schettino, dove quest'ultimo lo informava sulla perdita di propulsione della nave e sulla mancanza di elementi per prevedere la sommersione della stessa. Dopo 27 minuti dall'urto [13] la capitaneria di porto di Livorno si metteva in comunicazione con la Costa Concordia per assicurarsi dello stato della nave, dopo che alle i Carabinieri di Pratosu avviso di un parente di un passeggero che parlava di cedimento del soffitto del ristorante e ordine d'indossare i giubbotti salvagenteavevano avvisato la capitaneria stessa di aver ricevuto una telefonata richiedente informazioni sullo stato delle cose [14].

Nel frattempo i passeggeri, allarmati dall'impatto e dal blackout, si erano istintivamente radunati ai punti di riunione muster un urto nei pressi del comune sulla gambain attesa di informazioni [9]. Alle e alle è stato annunciato che era in atto un problema ai generatori elettrici, causa del blackout, senza parlare della falla e dell'allagamento [9].

Alle La Capitaneria di Livorno aveva individuato la nave mediante l'AIS e l'aveva contattata per chiedere se vi fossero problemi a bordo [14]. Alle Schettino ha nuovamente chiamato Ferrarini per aggiornarlo sulla situazione, sostenendo che i compartimenti allagati fossero due, e che in tali condizioni permaneva la galleggiabilità della nave [9]. Alle circa è stato attivato il generatore d'emergenza ed è stato detto ai passeggeri che avevano risolto il guasto e che potevano ritornare alle cabine.

Poi Schettino ha chiesto di nuovo conferma dell'allagamento dei motori principali alle e poi allequindi alle ha infine riferito della falla e dell'allagamento alla Capitaneria di Livorno, chiedendo l'invio di rimorchiatori richiesta poi reiterata alle Intanto, allela Costa Concordiafino ad allora sbandata sulla sinistra, ha improvvisamente mutato il proprio sbandamento, cominciando a inclinarsi sulla dritta [9].

Alle gli ufficiali di macchina hanno spiegato di nuovo all'ufficiale alla sicurezza Martino Pellegrini che tutta la sala macchine e locali connessi erano completamente allagati, l'acqua era al ponte 0 e "stava uscendo dal ponte zero" e non era possibile mettere in moto niente, nemmeno le pompe; alle Schettino, in una nuova conversazione con Ferrarini, ha annunciato che i compartimenti allagati erano tre e che " le cose si stanno mettendo male "; alle Iaccarino ha annunciato che la situazione era insostenibile, essendo l'acqua giunta agli ascensori di poppa e in continuo aumento, passando attraverso una porta tagliafuoco, e Bosio ha riferito che i passeggeri stavano cominciando a salire sulle lance di salvataggio di propria iniziativa giungendo anche ad aggredire membri dell'equipaggio che tentavano d'impedirlo [9] [15].

Alle Schettino ha ordinato l'evacuazione del personale che si trovava nelle aree allagate [9]. Alle è stato lanciato il segnale composto sette fischi brevi un urto nei pressi del comune sulla gamba uno lungo che indica l'emergenza generale, alle è stato annunciato ai passeggeri di riunirsi ai punti di riunione muster station e seguire le istruzioni dell'equipaggio mantenendo la calma invito ripetuto alle aggiungendo di indossare il giubbotto salvagente e spiegando che si era in prossimità dell'isola del Giglio e che le lance si sarebbero dirette verso la costaalle è stato comunicato alla Capitaneria di Livorno che era stato dato il "distress" e alledietro esplicita richiesta della Capitaneria di Livorno e dopo varie sollecitazioni da parte degli ufficiali e dopo che Schettino lo aveva preannunciato a Ferrarini, è stato infine ordinato l'abbandono della nave dal comandante in seconda Bosio [9].

Intanto, alleera stato ordinato un urto nei pressi del comune sulla gamba dare fondo all' ancora di dritta, e alle a quella di sinistra [9]. La un urto nei pressi del comune sulla gamba si stava progressivamente appoppando, sino a toccare il fondale con la poppa, sulla dritta [9].

Le lance di dritta sono state "sbracciate" allegià cariche di passeggeri, il che ha accentuato lo sbandamento sulla dritta della nave; l'ammaino ha avuto inizio alle sotto la direzione dell'ufficiale alla sicurezza della nave safety officer Martino Pellegrini e dell'ufficiale istruttore alla sicurezza safety trainer officer Andrea Bongiovanni ma il primo ufficiale di coperta Ciro Ambrosio, sul lato di dritta al ponte 4, lo aveva già ordinato di propria iniziativa dopo il segnale di emergenza generale.

In navigazione in zona vi era il guardacoste G. Alle la Capitaneria di Livorno, su ordine del capitano di fregata Gregorio De Falcoha disposto il dirottamento sul luogo di tutte le navi presenti in zona: alle ha ricevuto ordine di dirottamento la chimichiera Alessandro Fseguita un minuto dopo dal traghetto merci Giuseppe Sa. Alle è stato ordinato il decollo di un elicottero da Sarzanamentre da Portoferraio veniva fatta partire la motovedetta CP ; alle è stata ordinata la partenza da Livorno di altre due motovedette, la CP partita alle e la CP Mentre le lance, dopo la messa a mare, si dirigevano verso il vicino porto dell'Isola del Giglio, le zattere sono state soccorse dalla CPche ha trasbordato i loro occupanti sull' Aegilium [14].

I passeggeri di Costa Concordia sono stati evacuati per la maggior parte dall'equipaggio mediante le lance, e per il resto da imbarcazioni civili, tra cui il già citato traghetto della ToremarAegiliumpresente nel porto dell'isola, e mezzi di soccorso della Guardia costieradei Vigili del fuocodei Carabinieridella Guardia di finanzadella Polizia di Stato e dell' Aeronautica Militare.

L'ammaino delle lance di sinistra, dopo una richiesta del secondo ufficiale Simone Canessa, è stato ordinato da Schettino alle [9]. Alle Schettino comunicava al telefono con Ferrarini riferendo che lo scarroccio verso acque meno profonde era andato a buon fine e di aver già dato fondo alle due ancore, che la poppa era appoggiata sul basso fondale e che la nave non poteva muoversi dal punto in cui si trovava, oltre a riferire che le operazioni di sbarco con le lance di salvataggio erano già cominciate e a segnalare la presenza di una motovedetta e di un traghetto l' Aegilium in assistenza.

Alle [10] la nave ha cominciato a inclinarsi lentamente, e dopo essersi coricata sul fianco di drittaanche il generatore d'emergenza è saltato, lasciando al buio i passeggeri rimasti a bordo [nota 1]. Il comandante Schettino ha lasciato la plancia alle [9].

Alle il pattugliatore G Apruzzi della Guardia di finanza ha comunicato che lo sbandamento della nave sulla dritta era divenuto tale da far scoprire la falla sul lato di sinistra, e in aumento; a mezzanotte un ulteriore incremento nello sbandamento ha impedito di proseguire l'imbarco dei passeggeri sulle lance [9].

Tutte le lance e zattere di dritta, cui era stata data la precedenza rispetto a quelle del lato opposto, erano già state messe a mare entro quest'ora, mentre tre delle imbarcazioni la lancia numero 6 e i tender numero 12 e 16 e parte delle zattere di sinistra tre delle quali, due a prora e una a poppa, sono rimaste bloccate sulla murata non hanno potuto essere ammainate [9].

I primi soccorsi, nell'immediatezza, sono stati portati dalla popolazione dell'Isola del Giglio, che spontaneamente si è messa a disposizione con la messa in mare di alcune barche e l'assistenza alle persone che raggiungevano la riva con i mezzi di salvataggio della nave; un primo punto di raccolta dei naufraghi è stato allestito nella locale chiesa della Madonna del Giglio, appositamente aperta come anche alcune strutture commerciali ricettive e di ristoro.

Successivamente è arrivato sull'isola il traghetto della Maregiglio Dianium con a bordo medici delun urto nei pressi del comune sulla gamba e due ambulanze della Misericordia di Porto Santo Stefano. Il numero elevato di persone in rapporto alla popolazione dell'isola ha generato una emergenza sanitaria dovuta anche alla carenza un urto nei pressi del comune sulla gamba farmaci.

Le lance, dopo aver messo a terra i passeggeri nel vicino porto e imbarcato alcuni gigliesi giunti per dare aiuto tra di essi il vicesindaco Mario Pellegrini, poi salito sulla nave per dare assistenzasono tornate verso la nave e si sono portate sottobordo sul lato di dritta per imbarcare altri passeggeri, un urto nei pressi del comune sulla gamba saltavano a bordo direttamente dal ponte 3, ormai quasi al livello del mare [9] [16].

Alle è decollato un primo elicotteroseguito alle da un un urto nei pressi del comune sulla gamba che è partito da Sarzana [14]. Alle l' Apruzziche coordinava i soccorsi sul posto, ha comunicato che la Costa Concordia stava per capovolgersi; tre minuti dopo passeggeri ed equipaggio presenti a dritta tra cui i comandanti in seconda Bosio e Christidis, il primo ufficiale Ambrosio e il terzo ufficiale Coronica hanno cominciato a gettarsi in mare, e le navi giunte sul posto in soccorso, su un urto nei pressi del comune sulla gamba della Capitaneria di Livorno, hanno messo a mare le proprie imbarcazioni per soccorrere chi si era tuffato [9].

In questo frangente — prima che le operazioni di salvataggio dei passeggeri sul lato di sinistra fossero concluse — il comandante Schettino, con altri ufficiali, è saltato sulla lancia numero 1, che dopo aver recuperato alcuni naufraghi in acqua si è diretta a terra, giungendovi alle [9].

Parte dei naufraghi gettatisi in mare hanno raggiunto a nuoto la vicina riva, altri sono stati raccolti dalle lance della Costa Concordia tornate indietro dopo la messa a terra degli occupanti [16]. Nel frattempo le persone presenti sul lato di sinistra, non essendo più possibile calare le ultime imbarcazioni rimaste su tale lato, hanno ricevuto l'ordine di trasferirsi sul lato di dritta del un urto nei pressi del comune sulla gamba 3, da dove era ancora possibile imbarcarsi sulle lance che, sbarcati a terra i propri occupanti, facevano la spola tra la nave e la riva per imbarcare altre persone [9].

Al momento dell'abbattimento sulla dritta, diciotto delle persone che stavano attraversando il corridoio trasversale un urto nei pressi del comune sulla gamba nei pressi dell'atrio ascensori per spostarsi da sinistra a dritta 17 passeggeri e un membro dell'equipaggio sono scivolate nella zona allagata di poppa dritta del ponte 4 o nei vani ascensori, perdendo la vita [9] [17].

Altre tredici persone nove passeggeri e quattro membri dell'equipaggio, uno dei quali caduto da una zatteratuffatesi o cadute in mare dal lato di dritta del ponte 4, sono annegate dopo essere state risucchiate sott'acqua dal gorgo prodotto dalla nave all'atto del suo definitivo rovesciamento su lato di dritta [9] [17]. Un'altra passeggera è annegata nella zona di poppa dritta del ponte 3, ove era finita [9] [17].

Due gruppi di passeggeri e membri dell'equipaggio sono infine rimasti bloccati uno a prora e l'altro tra il centro e la poppa, sul lato di sinistra; questi ultimi sono stati evacuati mediante una biscaglina stesa sul lato di sinistra, mentre le persone rimase a prora sono state soccorse da elicotteri [9].

Le motovedette CP e CP hanno recuperato gli occupanti di una delle zattere rimaste bloccate sul lato di sinistra della nave [14]. Alle il comandante Schettino, ha riferito alla Sala operativa di Livorno della presenza in mare, a dritta, di naufraghi da recuperare a soccorso dei quali sono stati inviati mezzi nautici minori, di dimensioni adeguate dall'OSC, " Apruzzi" e dalla motovedetta CC dei Carabinierie due minuti dopo, contattato dalla Capitaneria di Livorno, ha detto di trovarsi su una lancia di dritta sulla quale era dovuto salire a causa dell'accentuato sbandamento della nave, aggiungendo di credere — erroneamente — che tutti fossero già in salvo [9].

Qualche giorno dopo il naufragio sono state pubblicate le registrazioni di alcune telefonate la prima alle in cui il capitano di fregata Gregorio De Falco della capitaneria di porto di Livornoquella notte intimava al comandante di risalire sul relitto ormai coricato sul fianco; questi rispondeva, mentendo, che stava coordinando le operazioni da una lancia di salvataggio, essendo ormai il relitto impraticabile [23].

A quell'ora la Capitaneria di Livorno ha nuovamente contattato Schettino, che ha riferito falsamente di essere ancora su una lancia con altri ufficiali, e gli ha intimato di tornare a bordo, poi, constatata la mancanza di coordinamento sulla nave, ha disposto l'invio di aerosoccorritori mediante elicotteri della Guardia costiera [9]. Come si accerterà dalla testimonianza del comandante dei vigili urbani del Giglio, infatti, ben prima delle Nello stesso momento sempre sotto il coordinamento della Capitaneria di Livorno, un altro elicottero era decollato da Poggio Renatico [14] e sul posto un urto nei pressi del comune sulla gamba frattanto sopraggiunte anche le vedette GGG e G della Guardia di finanza, oltre a un elicottero dello stesso corpo; intorno all'1.

All' l' Apruzziin qualità di comandante tattico ha riferito che, secondo un passeggero tratto in salvo, sul lato di sinistra vi erano ancora passeggeri che alcuni membri dell'equipaggio stavano progressivamente facendo uscire sul lato di sinistra e scendere lungo la biscaglina frattanto stesa [9].

All' uno degli elicotteri ha recuperato tre naufraghi che ha poi trasportato a Grosseto nel corso della notte, 18 naufraghi in tutto sono stati trasportati a Grosseto [14].

Prima delle telefonate intercorse tra il comandante De Falco e il comandante Schettino, quest'ultimo, alle ore Nelle telefonate pubblicate il comandante Schettino riferiva in modo assolutamente generico e poco delle difficili condizioni sul posto.

All' è partita da Livorno la motovedetta CP [14]. Alle l' Apruzzi ha comunicato che l'evacuazione delle persone che si trovavano a centro nave era stata completata, mentre un urto nei pressi del comune sulla gamba restavano altre radunate a poppa. Alle ha lasciato Portoferraio il traghetto Acheos [14]. Alle l' Apruzzi ha riferito che a bordo vi erano ancora persone circa; alle la motovedetta CP della Guardia Costiera, riuscita dopo vari tentativi a mettersi in contatto con l'aerosoccorritore presente sulla nave, ha comunicato che erano ancora a bordo persone circa [9].

Alla stessa ora è stato ordinato al Cruise Barcelona e agli altri mercantili accorsi di recuperare le proprie imbarcazioni, non essendo più necessario il loro utilizzo [14]. Alle le ultime 20 o 30 persone ancora a bordo della Costa Concordia stavano venendo sbarcate mediante la biscaglina di poppa sulla motovedetta CPe alle anche la loro evacuazione era stata ultimata [9].

Sul relitto sono salite squadre di vigili del fuoco muniti di radio, e successivamente anche subacquei questi ultimi si sono recati a prora, insieme con l' aerosoccorritoreper soccorrere una persona con una gamba fratturata [14]. Il traghetto Isola del Gigliogiunto sul posto, ha imbarcato naufraghi, tra cui cinque feriti, e le tre salme recuperate, per poi salpare per Porto Santo Stefano alle [14]. Altri superstiti sono stati imbarcati sul Dianumpartito anch'esso alle per Porto Santo Stefano [14].

Alle l' Alessandro F. Alle un'altra delle navi mercantili impegnate nei soccorsi, l' Atlantic Princesssi è diretta a Porto Santo Stefano per sbarcare alcuni feriti [14].

Alle 5. Alleintanto, il motobattello Eco Giglio aveva provveduto a stendere cento metri di panne assorbenti. Intorno alla mezzanotte del 14 gennaio, circa ventiquattr'ore dopo il naufragio, una coppia di un urto nei pressi del comune sulla gamba coreani è stata individuata nella cabinaal ponte 8, venendo soccorsa dopo un'ora e mezzo di lavoro da parte dei pompieri [30] [31] [32]giungendo a terra alle del 15 gennaio [33].

Tra le sette e le otto del mattino [34] dello stesso 15 gennaio è stato individuato anche un terzo superstite, il capo commissario di bordo Manrico Giampedroni — che durante l'evacuazione della nave, ha poi sostenuto di aver aiutato i passeggeri a salire sulle lance di salvataggio e di essere sceso al un urto nei pressi del comune sulla gamba sottostante per verificare se ci fosse ancora qualcuno, scivolando e fratturandosi una gamba —, bloccato sul ponte 3 della nave da crociera, nei pressi del ristorante Milano [34] [35] : raggiunto verso lel'uomo è stato portato in salvo verso mezzogiorno venendo caricato su un elicottero direttamente dalla nave e trasportato all' Ospedale Misericordia di Grosseto [32] [36]a circa 36 ore dal naufragio.

Giampedroni è stata l'ultima persona trovata viva nel relitto. In esito ai procedimenti giudiziari il capo commissario di bordo, inizialmente acclamato come eroe, è stato un urto nei pressi del comune sulla gamba un corresponsabile del naufragio, subendo una sospensione di 6 mesi da parte delle autorità marittime e patteggiando egli stesso una condanna a due anni e sei mesi di reclusione. Nei giorni successivi sono state fatte brillare dai palombari del G.

Alle tre del pomeriggio del 17 gennaio i sommozzatori hanno trovato i corpi di altri quattro passeggeri tre uomini e una donna e di un membro dell'equipaggio in un punto di ritrovo completamente sommerso nella zona poppiera del ponte 4, nel lato di dritta, in corrispondenza del vano ascensori di poppa [37] [46] [47] [48] [49]. Sempre a poppa e nella zona sommersa, sul lato di dritta del ponte 4, vicino a un punto di raccolta nei pressi del ristorante Milano [37]è stato individuato alle e recuperato, il 21 gennaio, il corpo di una donna, una passeggera [47] [50].

La salma di un'altra donna, con indosso un giubbotto salvagente, è stata trovata alle del 22 gennaio a poppa del ponte 7, tra il lato di dritta della nave e il fondale, in prossimità dei balconi di alcune cabine numero e [37] [51]dieci metri sott'acqua [52]mentre i corpi di altre due passeggere sono stati trovati alle quattro del pomeriggio del 23 gennaio sul lato di dritta ponte 4, uno nei pressi del vano della lancia di salvataggio n.

Il 24 gennaio, nel primo pomeriggio, è stato individuato e recuperato dal ristorante Milano, ponte 3, lato di dritta, il cadavere di un'altra passeggera [54] [55]mentre la salma di un'altra donna, membro dell'equipaggio, è stata individuata intorno a mezzogiorno del 28 gennaio in un terrazzino esterno del ponte 8, a poppa, in una sorta di intercapedine tra il lato di dritta della nave cabine numero ed e il fondale [37] [47] [56] [57].

Tra la fine di gennaio e gran parte di febbraio le ricerche dei corpi sono state sospese, sia per le avverse condizioni meteorologiche, sia a causa dello svolgimento delle operazioni di svuotamento dei serbatoi.

Nella seconda metà di febbraio, in base alle testimonianze che indicavano le zone ove erano stati visti per l'ultima volta molti dei dispersi, sono ricominciate le operazioni di ricerca, dopo la costruzione di apposite impalcature per agevolare le operazioni di ricerca e recupero nei corridoi trasversali della nave, divenuti pozzi verticali. La prima impalcatura è stata allestita nel "pozzo" poppiero.

Tali operazioni hanno portato all'individuazione, nella giornata del 22 febbraio, di otto salme tutte a poppa e nel ponte 4 : quattro corpi due uomini, una donna e una bambina sono stati individuati in un corridoio allagato, sulle scale poppiere tra i ponti 3 e 4 dodici metri sotto la superficieintorno all'una del pomeriggio, venendo recuperati dopo ore di lavoro [37] [58].

Nel tardo pomeriggio sono stati trovati altri quattro cadaveri tutti di passeggere, indossanti i un urto nei pressi del comune sulla gamba salvagentenella tromba di un ascensore tra i ponti 4 e 5: tali salme sono state recuperate il giorno successivo, a causa delle avverse condizioni del mare [58]. Nei giorni seguenti sono state allestite impalcature anche nei "pozzi" situati a centro nave e quindi in quelli prodieri, procedendo quindi alla loro esplorazione. In tal modo sono state ispezionate vaste zone, attorno ai corridoi, ai ponti 3, 4 e 5: tali operazioni hanno avuto termine il 4 marzo, dopo di che le ricerche sono state concentrate nelle zone non ancora controllate della poppa.

Nel tardo pomeriggio del 22 marzo, durante un'esplorazione con il ROV in previsione dell'apertura di un nuovo varco nello scafo, sono stati ritrovati, tra lo scafo della nave ponte 3 e il fondale su cui esso poggiava, i corpi di altre tre vittime, vicino ai quali sono poi state rinvenute, poco prima delle 20 dello stesso giorno, altre due salme si trattava di un membro dell'equipaggio e quattro passeggeri, due uomini e due donne [61] [62] [63] [64].

Due dei corpi sono stati recuperati nella un urto nei pressi del comune sulla gamba del 26 marzo, altri due nel primo pomeriggio e il quinto intorno alle sei di sera dello stesso giorno [65]. Il 30 marzo le ricerche degli ultimi due dispersi sono state momentaneamente interrotte in attesa dell'identificazione delle un urto nei pressi del comune sulla gamba recuperate, che avrebbe consentito di scoprire l'identità delle persone non ritrovate e quindi di cercare nelle zone in cui esse avrebbero potuto trovarsi.

Le operazioni sono terminate il 28 aprile [67]. Nei primi giorni di maggio si sono invece svolte ispezioni di alcune cabine degli stessi ponti dall'interno della nave, non essendovi modo di raggiungere i balconi dall'esterno [68] : tali lavori sono terminati il 6 maggio [69].

Nel settembrei Lloyd's un urto nei pressi del comune sulla gamba Londra hanno insignito l'equipaggio della nave Costa Concordia del titolo di Seafarers of the Year Marittimi dell'anno riconoscendo un urto nei pressi del comune sulla gamba loro comportamento esemplare durante il naufragio, che ha permesso di salvare la maggior parte dei passeggeri della nave [70].